USB esprime incondizionata solidarietÓ all'equipaggio della ProActiva Open Arms. Sabato 24 presidio al porto di Pozzallo

Roma -

Da una settimana Ŕ ormeggiata nel porto di Pozzallo (Ragusa), dove Ŕ avvenuto lo sbarco di 218 migranti. Si tratta della nave in dotazione all'ONG spagnola ProActiva "Open Arms", bloccata e messa sotto sequestro dalla Procura della repubblica di Catania.
La ProActiva "Open Arms" Ŕ la nave che Ŕ riuscita a sfuggire all'attacco di una motovedetta della guardia costiera libica che minacciava di aprire il fuoco se l'equipaggio della ONG non avesse consegnato i migranti- donne e bambini- che, in balia di un gommone, erano stati salvati. Ovviamente, nonostante le minacce libiche, il comandante della  nave non ha ceduto e ha portato in salvo 218 esseri umani. A questo punto, l'accusa della Procura di Catania nei confronti del comandante della nave e del responsabile dell'ONG di "associazione per delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina", perchŔ, secondo l'inquirente, non consegnando i migranti ai militari libici, c'Ŕ stata la volontÓ di portare i migranti in Italia, violando leggi e accordi internazionali. 
"LEGGI E ACCORDI INTERNAZIONALI" voluti, realizzati e tutelati dall'UE, con il governo italiano in evidenza, basti pensare ai rapporti diretti stabiliti dal ministro Minniti con il governo di Tripoli, che non ha il controllo di tutto il territorio libico, e con la stessa Guardia costiera libica, protagonista della deportazione dei migranti , con l'ausilio di non meglio identificate "milizie locali", nei "Centri di detenzione" voluti da quelle leggi e da quegli accordi per cui la nave ONG spagnola Ŕ stata sequestrata. Veri e propri lager, condannati dalla stessa ONU, per le violenze e le condizioni di vita che subiscono i deportati. Come Sagen morto per la fame e gli stenti subiti in Libia, a 22 anni, dopo essere fuggito dai suoi aguzzini, salvato dal mare e sbarcato a Pozzallo dagli stessi operatori umanitari che adesso sono sotto inchiesta. 
USB ESPRIME INCONDIZIONATA SOLIDARIETA' ALL'EQUIPAGGIO DELLA ONG PROACTIVA "OPEN ARMS",
CHIEDE L'IMMEDIATO DISSEQUESTRO DELLA NAVE, 
CONDANNA IL SISTEMATICO ATTACCO GIUDIZIARIO ITALIANO, E DELLA PROCURA DI CATANIA IN PARTICOLARE,  NEI CONFRONTI DELLE NAVI ONG, CHE NEL MEDITERRANEO HANNO SALVATO  E CONTINUANO A SALVARE TANTI ESSERI UMANI.
USB ADERISCE AL PRESIDIO CHE SI TERRA' SABATO 24 MARZO AL PORTO DI POZZALLO.