PROFUGHI A CONA, PRIMO IMPORTANTE RISULTATO: RIDUZIONE DELLE PRESENZE

Nazionale -

A Cona (Venezia) nell'ex Caserma militare trasformata in centro d'accoglienza, ovvero in un deposito di esseri umani, non c'è stata nessuna guerra tra profughi come dichiara certa stampa. È vero invece che i profughi, ghettizzati e parcheggiati da mesi, hanno dovuto fortunosamente lanciare un percorso di lotta per vedersi considerati esseri umani. E l'hanno fatto prima in occasione della morte di Sandrine Bakayoko e il 20 giugno con l'ultima manifestazione di Venezia, alla luce del sole.

I profughi sono lì in quella base da oltre un anno e chiedono, insieme a Usb, che venga smantellata per essere ospitati nel territorio come esseri umani nell'accoglienza diffusa per rendersi utili, poter frequentare corsi di qualificazione, poter avere il permesso umanitario per lavorare o per recarsi in altri stati.

Nell'incontro con la Prefettura di Venezia del 20 giugno i profughi, insieme a Usb, hanno presentato una serie di richieste in modo che a tappe si raggiunga l'obbiettivo della chiusura:

- togliere i minori dalla base

- cure adeguate e precedenza nello spostamento ai ragazzi malati, feriti e torturati in Libia

- accorciamento dei tempi per il rilascio dello status di rifugiato

- controlli continui sulla vita quotidiana nella base.

La Prefettura di Venezia ha ascoltato le richieste e di fatto ha cominciato a muoversi e a rispondere alle richieste:

- sono aumentati i controlli nella base e è in corso lo spostamento di 250 profughi nel sistema della accoglienza diffusa.

Purtroppo nel frattempo sono arrivati una ventina di nuovi profughi

VOGLIAMO ESSERE CHIARI; RITENIAMO UN GROSSO RISULTATO CHE SI PROCEDA INTANTO ALLA RIDUZIONE DELLE PRESENZE A CONA, MA QUESTE PARTENZE NON DEVONO ESSERE SOSTITUITE DA NUOVI ARRIVI.

A OTTENERE QUESTO  PARZIALE RISULTATO NON SONO STATE LE FORZE RAZZISTE MA CHI SI BATTE PER L'ACCOGLIENZA.

I profughi e USB rivendicano questo risultato e continueranno a battersi per raggiungere l'obbiettivo della chiusura di questi depositi umani. USB è per l'accoglienza diffusa non per i respingimenti, è per la tutela della dignità di ogni essere umano, organizza lavoratori italiani e immigrati per per creare l'unità dei lavoratori e per impedire che i padroni usino gli immigrati per togliere diritti e salario.

L'odio razziale fa il gioco di chi ci comanda e di chi ci sfrutta. Accogliere è un passo importante ed è vergognoso che molti comuni veneti si rifiutino e impediscano anche alle famiglie e le associazioni disponibili di accogliere questi migranti.

Accogliere ha anche un lato affaristico; una gestione come quella odierna operata dal governo sta trasformando un dramma in occasione di business in cui criminalità e certo mondo cooperativistico si sono buttati. Se i comuni gestissero direttamente l'accoglienza il comune godrebbe di nuove entrate nel proprio bilancio, senza lasciare che altri ci speculino.

Accoglienza è una faccia della medaglia, l’altra faccia sono le situazioni esistenti nei paesi di partenza dei profughi e dei migranti: le multinazionali, i vari governi sfruttano le risorse di questi paese in volte in cambio di nulla, sostengono le varie dittature locali, fomentano l'instabilità della zona.

Scappare dal proprio paese è a volte l'unica scelta.

ACCOGLIERE CHI SCAPPA, OPERARE PER FAR FINIRE LE POLITICHE DI RAPINA IN QUEI PAESI : CHI LOTTA PER IL DIRITTO ALLA DIGNITA' DELLE PERSONE DEVE ESSERE IMPEGNATO SU TUTTI E DUE QUESTI FRONTI.

USB Veneto

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